Io vivo in un Call Center - Racconto - puntata n. 10
Adesso la situazione era ben diversa. Spesse pareti di vetro provvedevano a separare l'ambiente operativo dalle aree direzionali e amministrative, quelle che lui aveva conosciuto all'inizio.
Lì, dove si trovava, avrebbe dovuto lottare e ansimare, sudare e urlare più forte degli altri. Tutti avevano da difendere quel minuscolo posto di lavoro e questo dipendeva dai contratti e dalla resa.
Come in un dispensario di provvidenza ognuno cercava di rendere propizio il fato con riti e suggestioni.
C'erano postazioni piene di pupazzetti, altre erano riempite di foto di bambini, schegge e sberleffi di vite, storie parallele, riflessi di esistenze che vivevano sul declivio della quotidianità.
Giorgio cercò di arrampicarsi in questa parete scoscesa, soprattutto perché in quel momento non aveva alternative. Si sarebbe adattato cercando di resistere il più possibile, in attesa di altro.
Iniziò quindi e la prima settimana di lavoro non andò neanche male, riuscì a proporre con un certo successo alcuni abbonamenti e sembrava che tutti volessero accettare le sue proposte.
Pian piano però le cose cominciarono a cambiare, e a un certo punto dovette fare i conti con una specie di stanchezza e di noia.
Ma in realtà non si trattava propriamente di noia o stanchezza, si sentiva frustrato, un sentimento di inutilità, come un peso aveva cominciato a spossarlo, tenuamente e lungamente, fino a rosicchiarne la vitalità. Anche la gente sembrava realmente non interessata a quei servizi.
Così, perennemente inchiodato dalle solite frasi, ottenebrato dalla ripetitività dei gesti e delle parole, sentiva attraversare lo spazio e il tempo, in un valzer frenetico ove tutto accadeva velocemente.
Non si poteva stare troppo a lungo con un cliente, o si chiudeva il contratto o via, a tentar altre strade e nuove provvidenze. L’occhio vigile dell’azienda incombeva, scrutava il lavoro e la resa. Il mercato non perdona. Così era facile essere osannati e altrettanto velocemente si cadeva in trappola, prigionieri di una trama oscura costruita tra le insoddisfazioni e i pensieri alienanti.
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Le altre puntate del racconto
Gli fu spiegato allora che il lavoro consisteva nel proporre, attraverso il telefono, determinati servizi alle persone che venivano contattate. Si doveva proporre l’abbonamento a una collana di libri di ricette. Questo sarebbe stato abbastanza agevole perché, gli fu detto, ciò avrebbe permesso alle persone di .. Leggi tutto ..
Puntata n. 8
Una ragazza lo accolse con una stretta di mano. Sentì che la presa non era forte, anzi sembrava quasi una mano inerte e senza vita. Si presentò. Venne accompagnato in un'altra stanza e per raggiungerla dovette attraversare un lungo corridoio. Durante il tragitto cercò di sbirciare oltre le porte degli altri uffici , ma non vide .. Leggi tutto ..
Puntata n. 7
Fu quella la mattina in cui la vide così com’era, completamente immersa nella luce bianca, fra i riflessi del mare e i sentori dei capperi e dei gelsomini, tra le piante grasse che crescevano e si avvinghiavano fra le pareti tufacee. Fu quello il primo vero amore. Sara era una ragazza alta, con gli occhi grandissimi e le labbra sottili .. Leggi tutto ..
Puntata n. 6
Il luogo di lavoro era abbastanza distante. Non bastava infatti la metropolitana e per raggiungerlo dovette servirsi anche di un autobus. Questo arrivò fino a un certo punto. Lì vi era un piazzale guarnito di strane fontanelle di marmo; avrebbe dovuto camminare per un lungo tratto a piedi .. Leggi tutto ..
Puntata n. 5
E aveva deciso, doveva trovare un nuovo lavoro, era necessario quanto l’aria perché dall’aria avrebbe voluto rinascere e librare dolcemente, leggero, sgravato dai pesi e dalle contrite penitenze. Dopo innumerevoli colloqui e selezioni riuscì così a farsi contattare. Prima però dovette superare tutti gli ostacoli di un quarantenne che cerca un lavoro .. Leggi tutto ..
Puntata n. 4
La città e i suoi segreti si erano schiusi in grazia al suo talento di architetto, di creativo, costruttore di certezze, catalizzatore di pensieri in forme compiute, miracolo puro. Ma un giorno tutto questo fu spazzato via, improvvisamente, con un episodio inaspettato fattosi beffa e burla, come una torba immane che attraversa il cielo di fulmini e gonfia le mareggiate sulla sabbia .. Leggi tutto ..
Puntata n. 3
In quel periodo si sentiva al centro del mondo, poteva ideare qualsiasi cosa e progettare, costruire. L’attività immaginativa partoriva delle forme astratte che venivano condensate e prendevano magicamente forma, spazi espositivi, luoghi per concerti, studi e progetti, case, rifugi, monolocali. Tutto poteva diventare concreto e l’arte, il virgulto che vive dell’ideazione creativa .. Leggi tutto ..
Puntata n. 2
Scese le scale velocemente e quasi istantaneamente si trovò giù. Vide la luce che attraversava le vetrate e si senti come trafitto dall’immagine dei suoi ricordi. Si immaginò bambino, come nel giorno in cui suo padre lo aveva portato per la prima volta a vedere il grano, immense distese arancio che si perdevano a vista d’occhio .. Leggi tutto ..
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